Rinforzo / drenaggio / fondazione terre rinforzate

Una struttura di rinforzo / drenaggio / fondazione alla base delle terre rinforzate è sempre consigliata.

Alla base delle terre rinforzate le buone norme costruttive consiglierebbero di eseguire sempre un “materasso fondale” (definiamolo così) che possa provvedere da simil-platea di fondazione/rinforzo e/o “interfaccia drenante”.

  • Una funzione di fondazione in quanto saremo così in grado di rispondere a qualsiasi fenomeno di possibile o ipotizzato cedimento differenziale;
  • Una funzione drenante in quanto saremo in grado di intercettare le acque che risalgono dai terreni di fondazione per capillarità, le acque che dovessero riuscire ad attraversare il corpo della terra rinforzata o le acque provenienti da un drenaggio a tergo per esempio.

Tale funzione la possiamo assolvere realizzando un “materasso” di materiale inerte (meglio) o riciclato, fasciato da un geotessile con funzioni di separazione/filtrazione.

Tali geotessili si trovano in commercio con differenti performances in termini di: resistenza a trazione, permeabilità, resistenza all’aggressione chimica e èpossomno essere:

  1. geotessile tessuti in polipropilene (PP)

    a bandelle incrociate in trama ed ordito in polipropilene (PP), con resistenze a trazione pressappoco monodirezionali dai min. 16 ai max 45 kN/m nelle sue varianti di peso specifico (da 110 a 240 g/mq), allungamenti al carico di rottura dal 13 al 16% e permeabilità sui 9-11 x 10-3 m/s Economicamente sono materiali a prezzi relativamente contenuti.

  2. geotessili tessuti in poliestere (PET)

    in fibre incrociate in trama ed ordito di poliestere (PET), con resistenze a trazione bidirezionali (100 – 150 kN/m nel senso longitudinale e 50 – 45 kN/m nel senso trasversale) e allungamento alla tensione di rottura (10-20% nelle due direzioni rispettivamente), in funzione delle considerevoli resistenze alla rottura (tensioni nominali) può essere usato dove si ipotizzino cedimenti differenziali più considerevoli e quindi per carichi di strutture elevate sui terreni fondali; a ciò viene maggiormente incontro la bidirezionalità del prodotto. Dal punto di vista della permeabilità sono prodotti molto performanti sui bassi pesi di volume unitari (11 x 10-3 m/s), all’aumentare di poco del perso di volume (aumento di grandezza delle fibre) dimezzano la permeabiltà (5 x 10-3 m/s).

  3. geotessile tessuto in fibre di polivinilalcol (PVA)

    con resistenze a trazione dai 130 ai 400 kN/m ed una percentuale di allungamento del solo 5-6%, sono prodotti top gamma anche nel senso di particolari funzioni che questi prodotti  sono in grado di assolvere.

    Il Polivinilalcol è infatti un polimero altamente resistente (e più del poliestere) all’aggressione acida e basica, tipica dei terreni stabilizzati a calce. Un materasso di base su cui poggino poi terre rinforzate realizzate con stabilizzazione a calce, dovrebbe tenere in conto di considerazioni piu “mirate”.

  4. geotessili non tessuti in polipropilene (PP) o poliestere (PET)

    Non li tratto nello specifico, dato che sono molto conosciuti. Si presentano in differenti grammature ma, in   confronto ai “cugini tessuti”, hanno un notevole allungamento sotto carico di rottura e quindi, nel senso di una “richiesta di durabilità o vita utile dell’opera”, il loro utilizzo andrebbe cautamete valutato per l’impiego nei materassi fondali/drenanti delle terre rinforzate.